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Cronologia essenziale degli ultimi due secoli

1814: il 3 giugno l’Austria ottiene dalla Baviera la cessione del Tirolo; da questo momento e sino alla prima guerra mondiale il Trentino fa parte dell’Impero Austriaco, poi Austro-Ungarico

1818: il 6 aprile il Trentino viene incluso nella Confederazione Germanica

1848: in aprile fallisce il tentativo di liberazione del Trentino mediante insurrezione armata condotto dai Corpi franchi. In giugno, all’assemblea costituente della Confederazione germanica a Francoforte, la deputazione trentina si batte per il distacco del Trentino dalla Confederazione germanica e per l’autonomia dal Tirolo tedesco. All’assemblea costituente dell’Impero d’Austria di Vienna–Kremsier un’analoga richiesta di autonomia viene accompagnata da una petizione di 46.000 firme

1859: in giugno una parte minoritaria dei Trentini esce dai confini austriaci del Tirolo meridionale e si trasferisce nel Regno di Sardegna attivandosi per la causa nazionale sottoscrivendo, tra l’altro, due importanti documenti, uno rivolto a Vittorio Emanuele II, l’altro a Napoleone III, per chiedere che il Trentino sia incluso nel progetto risorgimentale italiano

1861 – 1866: i deputati trentini alla Dieta di Innsbruck si astengono dalla partecipazione alle sedute, forma di protesta che si ripeterà più volte per ottenere la separazione dal legame tirolese e l’autonomia amministrativa

21 luglio 1866: la battaglia di Bezzecca rappresenta il punto più avanzato della penetrazione delle truppe di Garibaldi in Trentino. Il 9 agosto Garibaldi riceve l’ordine di ritirarsi dal generale La Marmora e risponde con il celebre “Obbedisco”

1867: dalla fine degli anni ’60 è possibile parlare di irredentismo trentino dopo che, a conclusione della III guerra di indipendenza, il Trentino rimane austriaco

1867: l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe concede all’Ungheria lo “stato di parità” con l’Austria: nasce l’Impero Austro–Ungarico

3 aprile 1871: l’imperatore d’Austria–Ungheria Francesco Giuseppe visita Trento. Il podestà di Trento gli consegna una petizione in cui si chiede l’autonomia del Trentino dal Tirolo tedesco

1914: con lo scoppio della prima Guerra Mondiale i trentini abili alla leva, sudditi dell’Impero Austro–Ungarico, sono chiamati alle armi. Fra questi, una parte rifiuta di servire l’Austria, passa il confine e si arruola nell’esercito regolare italiano. Tra i volontari – in tutto furono 859 – spicca il nome dell’irredentista Cesare Battisti

1915: l’Italia entra in guerra contro l’Impero Austro-Ungarico e come conseguenza migliaia di abitanti delle vallate meridionali del Tirolo sono costrette ad abbandonare le loro terre e partire verso l’interno dell’Impero. L’esodo coatto interessò circa 70.000 profughi e 2.000 internati

10 settembre 1919: il Trattato di Saint-Germain–en-Laye stipulato tra Austria, Italia e le potenze vincitrici della prima Guerra Mondiale viene siglato a margine della Conferenza di Parigi: esso sancisce la definitiva dissoluzione dell’Impero Austro-Ungarico e ridisegna i confini settentrionali italiani spostandoli fino alla linea del Brennero. Il Trentino passa all’Italia assieme all’Alto Adige

1923: il governo fascista persegue una politica di repressione delle minoranze di lingua tedesca e ladina e di italianizzazione dell’Alto Adige a cominciare dalla riforma Gentile, che prevedeva la graduale soppressione delle scuole in lingua non italiana

1939: vengono sottoscritti gli accordi sulle Opzioni, per cui i cittadini di lingua tedesca devono scegliere se restare nel Regno d’Italia rinunciando ad essere riconosciuti come minoranza linguistica oppure emigrare nel Reich. Scelta una delle opzioni, la decisione è irrevocabile

1943: a seguito dell’armistizio firmato dall’Italia con gli Alleati, l’esercito tedesco occupa buona parte del nord Italia ed i territori trentini, sudtirolesi e del bellunese diventano parte del Reich fino alla fine della guerra sotto il nome di “Alpenvorland”, o Zona di operazioni delle Prealpi. La parentesi nazista è segnata dallo sterminio della popolazione ebraica, da eccidi nei confronti di militari e partigiani italiani e da persecuzioni contro gli abitanti di lingua tedesca che non avevano optato per la Germania

1945: le truppe alleate raggiungono Trento e Bolzano ed i comitati di liberazione partigiana assumono il controllo della regione sotto l’egida del governo militare alleato

5 settembre 1946: a Parigi il Presidente del Consiglio italiano e ministro degli Esteri Alcide Degasperi ed il ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber firmano l’omonimo Accordo che sarà parte integrante del Trattato di pace con gli Alleati del 1947

1948: viene approvato con legge costituzionale il primo Statuto di autonomia della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol

1953: la stampa ed il clero di lingua tedesca si inseriscono nella controversia etnica, evocando una “marcia della morte” instaurata dal Governo italiano ai danni della popolazione di lingua tedesca

1956: iniziano e proseguono negli anni successivi in Alto Adige attentati dinamitardi da parte di gruppi terroristici che vogliono la secessione dall’Italia e la riunificazione con l’Austria; molti di questi attentati causeranno vittime, sia militari che civili

1957: Silvius Magnago pronuncia il “Los von Trient” (via da Trento) con cui chiede l’intervento austriaco per riconoscere il Sudtirolo come regione autonoma a sé stante

1960: la questione altoatesina viene iscritta all’ordine del giorno dell’Assemblea Generale dell’ONU su proposta dell’Austria

1961-1964: viene costituita la “Commissione dei 19” per elaborare proposte di soluzione alle problematiche attuative del primo Statuto di autonomia ed alle rivendicazioni altoatesine

1969: Italia ed Austria predispongono un calendario operativo per la progressiva attuazione del “Pacchetto di misure a favore delle popolazioni altoatesine”, basato sulle conclusioni della “Commissione dei 19”

1972: entra in vigore il secondo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige

1992: l’Austria rilascia all’ONU la “quietanza liberatoria”